Organico e ripartenza in Emilia Romagna.

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organico e ripartenza
organico e ripartenza

Organico e ripartenza scolastica diventano il fulcro del mese di Luglio. Si comincia a riflettere su cosa succede all’Emilia Romagna rispetto all’organico e come dovrebbe ripartire il nuovo anno scolastico.

La questione dell’organico e ripartenza delle lezioni diventano l’argomento principe in questi mesi per noi. La data di riapertura prevista per il 13.

Il ministro Bianchi, forte sulla volontà di una scuola in presenza, ha espresso la volontà di uniformare la ripartenza. Stessa data di inizio per tutti in poche parole. Dopo due anni particolari che lasciano il posto ad una parvenza di normalità, sarebbe stato bello ripartire tutti insieme. Il 13 è la data richiesta per poter iniziare. Per questo l’Emilia Romagna ha anticipato di due giorni la riapertura e anche la chiusura che avverrà il 4 giugno. 

La questione dell’organico.

La volontà di un ritorno alla scuola in presenza porta con sé la questione dell’organico. La nostra domande è: “Il primo settembre, quando riapriranno le scuole, avremo gli insegnanti di ruolo? Le cattedre saranno coperte?”.

Non mancano problemi da questo punto di vista. Infatti l’Emilia Romagna verifica una situazione di scarsità del corpo docenti, in particolare su alcuni settori. 

6690 posti comuni vacanti nella scuola dell’infanzia, primaria, medie e superiori; e 2760 posti sostegno in organico di diritto

Dobbiamo coprire molti posti di ruolo e supplenze annuali”. Afferma la segretaria generale di Cisl Scuola Emilia Romagna Monica Barbolini.

Il meccanismo di selezione dell’organico.

Ma cos’è che porta a questo tipo di problematiche? Il motivo principale è la mancanza di candidati. 

Il meccanismo che abbiamo per le immissioni in ruolo non ci consentirà di fare questo per mancanza di candidati e perché non riusciremo a finire alcune procedure in tempo”. Continua la segretaria generale di Cisl Scuola Emilia Romagna.

Questo ritardo dovuto ad una scarsità dei numeri porterà a dover coprire molti più posti di quelli previsti. Saranno necessari supplenti perché non saranno coperti da assunzioni di ruolo.

Escluse alcune discipline, non si hanno candidati a sufficienza. Il ministero dell’istruzione ha imposto una scansione anticipata delle immissioni in ruolo per poter iniziare l’anno in maggior tranquillità, ma mancando i candidati anche quest’anno si comincerà con molte cattedre vuote. 

Quali sono i principali problemi? 

Principali problemi: le discipline. 

La mancanza più evidente è nelle discipline scientifiche. Sebbene abbiano anticipato e semplificato i concorso ordinario per le discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) i docenti che dovrebbero coprire tali posti scarseggiano. I concorsi devono essere terminati entro fine luglio in modo tale da completare le assegnazioni delle sedi. 

Qualora questo non sarà possibile sarà necessario ricorrere e supplenze temporanee in attesa dei vincitori di concorso. Queste saranno ovviamente temporanee in attesa degli adempimenti di diritto. 

Questa situazione di ritardo si verificherà quasi sicuramente per alcune classi di concorso essendo i tempi sono stretti. 

Succederà che i supplenti non accetteranno un contratto con clausola risolutoria, il che vuol dire che quelle cattedre saranno scoperte per almeno un paio di mesi. Sicuramente attorno a novembre avremo il cambio docenti in barba alla continuità didattica.

Chi se ne va lascia il posto a quello che viene.  La continuità didattica verrà meno e anche gli alunni si troveranno spaesati.

La mancanza di insegnanti. 

Altro problema enorme è quello del sostegno. La legge 104/92 dice che dove ci sono alunni certificati devono esserci insegnanti con un titolo in più: la specializzazione sul sostegno( il TFA sostegno). I posti messi a disposizione dalle università anche in Emilia Romagna sono pochissimi.

Il numero di posti complessivi si aggira intorno ai 250. Nella realtà dei fatti si necessita di un numero molto più ampio di docenti specializzati. 

Tanti posti e  pochissimi specializzati. Questo porta all’occupazione degli stessi da parte di insegnanti senza il titolo richiesto.

Organico aggiuntivo covid.

Ulteriore questione  riguarda il fatto che il ministero non ancora si parla di organico aggiuntivo covid. Ancora non si è pensato seriamente ad un protocollo sanitario per la ripartenza. 

L’anno scorso sono arrivati dal ministero docenti e personale ata.

In più con supplenza supplenza al termine delle attività didattiche per organizzare un anno scolastico che doveva convivere con la pandemia. Questo sia per la questione covid che per lo sdoppiamento delle classi.

Il distanziamento e la mascherina rimangono prerogative fondamentali. Non ancora si può ambire ad un anno normale

C’è necessità anche di vaccinare il numero più alto possibile di studenti prima di settembre. Sarà comunque un anno problematico ma nessuno parla di questo organico aggiuntivo. Si dovranno avere accorgimenti particolari”.

Con queste parole chiude il discorso la segretaria generale di Cisl Scuola Emilia Romagna Monica Barbolini.

I problemi di punta rispetto alla ripartenza sono questi. Il lavoro non sarà né breve né facile, ma comunque di fondamentale importanza. 

Per nuovi aggiornamenti sul mondo di Cisl Scuola Emilia Romagna continuate a seguire il nostro sito. 

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