Green pass: il personale scuola e la posizione della Cisl.

Torna la questione del Green Pass per il personale della scuola. Qual è la posizione della Cisl scuola in merito a questa tematica?

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Torna la questione del Green Pass per il personale della scuola. Qual è la posizione della Cisl scuola in merito a questa tematica? 

Commenti e pareri in proposito non sono stati particolarmente positivi in merito al green pass. Ma prima di esprimere la posizione della Cisl scuola Emilia Romagna, è opportuna una premessa. 

La Cisl Scuola  è sempre stata favorevole al vaccino tant’è che ha sponsorizzato diverse campagne di cui la prima a fine gennaio : “Vacciniamo la scuola”.

Come Cisl Scuola  abbiamo, a livello regionale e territoriale, messo in atto diverse iniziative tra cui una all’inizio di marzo al fine di informare il personale della scuola.

«Il vaccino è un dovere morale nei confronti della scuola e della comunità sociale. Su questo non ci sono dubbi». Afferma Monica Barbolini, segretaria generale della Cisl Scuola Emilia Romagna. 

La risposta del personale della scuola 

In Emilia Romagna (ma possiamo dire in generale) il personale ha risposto positivamente alla campagna di vaccinazione.

Nonostante le comunicazioni contradditorie che si sono susseguite sul vaccino Astrazeneca assegnato al personale scolastico. 

Diversi stop and go nella tanto attesa e supportata campagna vaccinale. Anche a causa della cattiva comunicazione su Astrazeneca, poi dando priorità alle fasce di età: solo dopo la vaccinazione dei docenti ha continuato il suo corso.

Ad oggi, oltre il 90% del personale della nostra regione è vaccinato e questo sottolinea una risposta particolarmente positiva dello stesso,  nonostante i problemi precedentemente sottolineati.

Green pass: la posizione della Cisl.

E’ indubbio il sostegno della Cisl scuola rispetto alla campagna vaccinale che ha avuto anche un ottimo riscontro. Allo stesso tempo la Cisl scuola non accetta il metodo introdotto: un atto unilaterale che non ha visto alcuna informativa né forma di condivisione con le Organizzazioni Sindacali. 

«Noi protestiamo vivamente con le misure volute nell’ultimo consiglio dei ministri. In riferimento alle sanzioni perché irrispettoso nei confronti di una categoria che ha risposto positivamente alla campagna vaccinale». Queste le parole di Monica Barbolini ad espressione del dissenso rispetto alla scelta di una introduzione non graduale della certificazione verde. 

Un dissenso sostenuto dal fatto che non risolve il problema della scuola in presenza spostando il focus sul problema “green pass si e green pass no” senza  concentrarsi seriamente sulla questione dell’organico, sulla sicurezza dei trasporti e del personale aggiuntivo nettamente inferiore quest’anno sia nel numero sia nella durata delle supplenze. 

Green pass: non è questa la soluzione.

Perché non si ritiene risolutivo il green pass?

Perché non si è preso in considerazione la questione “studenti”. Se gli studenti non sono vaccinati, questi si contagiano e considerando che il vaccino non copre tutti allo stesso modo,  si può comunque verificare il contagio e la scuola diventerà veicolo di propagazione del virus.

Sulla base di questi presupposti si comincerà in presenza, ma poi inevitabilmente si dovrà andare in DAD. Al di sotto dei 12 anni non c’è obbligo del vaccino e sotto i 6 neanche l’obbligo della mascherina.

Le giuste soluzioni vanno oltre il green pass.

Cosa si doveva fare? 

Per verificare soluzioni concrete era opportuno cominciare a disporre e pensare a classi meno numerose, con spazi  più ampi, un organico maggiore e una sicurezza maggiore nei trasporti volta a garantire distanziamento e prevenzione. 

Non ci sono ancora protocolli precisi anzi, si sta andando verso una flessibilità che in questo senso non aiuta.

Non si è lavorato su spazi, trasporti e l’organico covid dato solo sulle risorse non spese lo scorso anno scolastico. Se avevamo 100 e abbiamo speso 80, i 20 rimasti sono per le supplenze vengono date fino al 30 di Dicembre a differenza dello scorso anno (Leggi qui).

In tutto questo la segretaria generale della Cisl scuola Emilia Romagna Monica Barbolini cosa dice? Sottolinea che dovrebbe essere la scuola a controllare il green pass, ma non c’è personale ATA a sufficienza. Una situazione appesantita dalle sanzioni conseguenti al mancato controllo. 

In ultima analisi:

Restano irrisolti i nodi principali.

Chiediamo un cambiamento rispetto alle norme decise dal consiglio dei ministri. 

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