Nuovo anno scolastico: peggiora la situazione.

I problemi complessi della scuola non si risolvono con la bacchetta magica o con il vuoto delle parole. Nel nuovo anno scolastico servono investimenti e risorse, almeno pari a quelle messe a disposizione lo scorso anno.

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nuovo anno scolastico
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L’avevamo detto. I problemi complessi della scuola non si risolvono con la bacchetta magica o con il vuoto delle parole. Nel servono investimenti e risorse, almeno pari a quelle messe a disposizione lo scorso anno.

Nuovo anno scolastico: alla prova dei fatti quelle risorse hanno permesso la ripartenza dell’anno scolastico.

In Emilia Romagna il numero degli studenti resta pressoché lo stesso dello scorso anno (circa 544.000 di cui oltre 19500 con disabilità certificate). Con una differenza: che aumentano in modo importante gli studenti delle superiorimentre calano quelli del primo ciclo. Un dato solo apparentemente non significativo ma che invece richiede un aumento di organico. Un organico che non c’è se vogliamo anche solo prevedere la riduzione del numero degli studenti per classe.

Preoccupazione per il nuovo anno scolastico

Infatti, in queste ore sale la preoccupazione delle scuole. Non solo sono alle prese col problema degli spazi (da reperire) ma anche con un numero davvero troppo elevato di alunni per classe fino a 30. E non sono casi isolati.

Nuovo anno scolastico: segnalazioni ovunque.

Arrivano segnalazioni ovunque da Piacenza a Rimini. L’amministrazione non ha soluzioni perché mancano le risorse e la possibilità di adeguare l’organico alle esigenze che sono più stringenti. Questo a causa dell’emergenza sanitaria che sicuramente ci accompagnerà ancora per tutto il prossimo anno. Per le OOSS questo è inaccettabile. Siamo in piena pandemia e il rischio che si torni alla scuola a distanza è molto concreto al di là dei proclami.

E come abbiamo già avuto modo di dire, le soluzioni non passano esclusivamente attorno al vaccino. La campagna vaccinale, insistiamo, deve proseguire ed incrementarsi coinvolgendo massivamente il personale scolastico. Ma anche gli studenti che, ad oggi, risultano aver aderito al 17%.

La proposta delle OOSS.

D’altro canto fin dallo scorso anno, le OOSS hanno avanzato diverse proposte al riguardo come per esempio. L’investimento sulla medicina territoriale e punti vaccinali in prossimità delle scuole e una ampia. Con adeguata informazione oltre alla necessità di un corretto tracciamento. Ma soprattutto, un protocollo di sicurezza (che non c’è) che risponda alle necessità sanitarie che, come la scienza ci ripete quotidianamente, non sono venute meno.

Nuovo anno scolastico e il problema degli organici. 

A poco più di un mese dall’avvio del nuovo anno scolastico restano irrisolti i principali problemi. Da tempo si trascinano senza che venga trovata una soluzione VERA e, in qualche modo, definitiva.

Primo fra tutti il problema degli organici. 

In Emilia Romagna il Ministero ha autorizzato l’assunzione di oltre 9450 posti che rappresentano il 18% dell’organico complessivo di circa 64.000 unità. Se si considera che ad oggi sono stati assunti poco più di 2000 docenti. In aggiunta a circa 600 posti. Tra infanzia e primaria e altri 500 circa dei concorsi STEM in via di definizione. A conti fatti, saranno almeno 5000 i posti non coperti che andranno a supplenza. Si aggiungeranno per essere ottimisti, altrettanti posti liberi per supplenze brevi! (Vedi qui)

Un pò di numeri.

Se si considerano questi numeri rapportati all’organico complessivo la situazione è davvero critica. Circa il 28-30% dei posti non solo andrà a supplenza. Ma il rischio che si corre è che le graduatorie siano prive del personale necessario, per mancanza di un’adeguata politica del reclutamento frutto di scelte errate, miopi e di una puntuale programmazione. E così anche quest’anno la scuola comincerà con un numero altissimo di cattedre o posti che dovranno essere conferiti a supplenza!

Posti sostegno per il nuovo anno scolastico

Situazione emergenziale anche per i posti di sostegno. Aumentano gli studenti con disabilità di oltre 500 su un totale complessivo di 19.500 unità. (+2,75%) Ma le deroghe di posti assegnate sono le stesse dello scorso anno, con il conseguente aumento del rapporto alunni/docenti. Questo determina già da ora preoccupazione e caos nell’organizzazione del servizio che non potrà essere adeguato alle esigenze dei ragazzi. La situazione va affrontata con urgenza.

Vengono segnalati tagli nella educazione degli adulti dei corsi serali. In quasi tutte le province sono stati tagliati i posti.

Organico ATA per il nuovo anno scolastico.

L’organico ATA non è stato incrementato per far fronte alle numerose riorganizzazioni. Allo stato attuale, il MEF non ha autorizzato i posti. Di conseguenza non sono ancora iniziate le operazioni di stabilizzazione di questo personale. Compreso quello degli oltre 200 direttori dei servizi generali e amministrativi che ancora non sanno in quale provincia e in quale scuola dovranno prendere servizio. (Vedi qui)

Decreto sostegni bis

A questi problemi si aggiunge il fatto che nel decreto sostegni bis non è stato adeguatamente finanziato l’organico cosiddetto “covid”. Dovrebbe essere da supporto per far fronte alla situazione pandemica. Si potrà, infatti, solo utilizzare ciò che è residuato dello scorso anno per il medesimo organico e conferire supplenze solo fino al 30 dicembre.

La scuola pensa di chiudere?

Senza contare che la scuola continua anche a gennaio, febbraio… o si pensa di chiudere? Perché deve essere chiaro: senza quelle risorse la scuola, i dirigenti scolastici non potranno garantire lo sdoppiamento delle classi. Inoltre la riduzione del numero degli alunni, il distanziamento e infine… la scuola in presenza.

Il trasporto pubblico come verrà gestito?

Infine, resta il nodo del trasporto pubblico che fino all’ultimo ha mostrato di essere un punto critico. In alcuni territori più che in altri, generando la necessità di ingressi scaglionati quando non doppi turni. Come si pensa di risolvere il problema? Aumentando la capienza degli autobus? Noi diciamo NO, non sono queste le soluzioni e da subito vanno riattivati il tavolo regionale e territoriali. Tutto per affrontare quella che si dimostra una emergenza per il terzo anno consecutivo.

Nel nuovo anno scolastico cosa occorre garantire?

Ancora una volta si è scelto di tenere fuori dai tavoli prefettizi il sindacato. Questo non è un bel segnale perché in questa fase è necessario il contributo di tutti. Le parti sociali hanno dimostrato di essere all’altezza della responsabilità necessaria e protagoniste nella ricerca di soluzioni adeguate. Non possono prevedere né soluzioni semplicistiche, né scorciatoie, né tanto meno rimpalli di responsabilità.

Continuità nel nuovo anno scolastico.

Occorre garantire continuità, confermare e potenziare le risorse, adeguare i protocolli di sicurezza: temi sui quali il governo non pare interessato a ricercare soluzioni efficaci. Per la scuola in presenza servono investimenti e la scuola dell’Emilia Romagna non può subire altri arretramenti.

Bologna 3 agosto 2021
FLC CGIL Emilia RomagnaCISL Scuola FSUR Emilia Romagna UIL Scuola RUA Emilia RomagnaMonica Ottaviani Monica Barbolini Serafino Veltri

SNALS Confsal Emilia Romagna Gianfranco Samorì GILDA FGU Unams Emilia Romagna Rosarita Cherubino 

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