Scuola, Calo iscrizioni in Emilia Romagna

Scuola, Calo iscrizioni in Emilia Romagna

SCUOLA, CALO ISCRIZIONI IN EMILIA ROMAGNA

PUBBLICATO IL 27/04/2026, CATEGORIA: MONDO SCUOLA, AUTORE: CISL SCUOLA EMILIA ROMAGNA
SI RISCHIANO CLASSI POLLAIO E CHIUSURA ISTITUTI NELLE PERIFERIE 

Il calo delle iscrizioni nelle scuole dell'Emilia-Romagna "non può giustificare misure di contenimento" che rischiano di produrre "classi pollaio, riduzione della qualità dell'insegnamento e chiusura delle scuole nelle aree meno centrali".

L'avvertimento arriva da Luca Battistelli, segretario generale della Cisl Scuola Emilia-Romagna, all'indomani dell'incontro con l'Ufficio Scolastico Regionale su temi come organici, classi e riforma degli istituti tecnici. Dalla riunione, riferisce il sindacato, è emerso che "i posti comuni restano stabili, con una riduzione di 53 unità sul potenziamento e un lieve incremento sul sostegno (+10). Anche se il sistema nel complesso sembra reggere, il calo demografico sta già producendo effetti concreti, con possibili squilibri tra aree urbane e territori periferici".

Il ministero, ricorda la Cisl, "ha introdotto un tetto massimo regionale di 9.042 classi nella scuola secondaria di secondo grado, misura che potrebbe incidere negativamente sulla gestione degli organici nei territori". Restano inoltre "criticità sul sostegno, dove l'aumento dei bisogni non trova un'adeguata copertura: l'incremento dei posti è minimo e il sistema continua a reggersi su un ampio ricorso alle deroghe".

Secondo Battistelli, invece, sarebbe proprio questo "il momento per investire sul sistema con potenziamento delle compresenze, riduzione del rapporto alunni-docente e rafforzamento degli organici per garantire ambienti di apprendimento più sicuri, funzionali e inclusivi". Al contrario, denuncia il sindacato, l'organico in Emilia-Romagna "non appare adeguato a rispondere ai bisogni reali delle scuole". 

Per quanto riguarda i docenti, in particolare, "pesa il taglio al contingente complessivo, che si traduce in una sottrazione netta di 53 posti di potenziamento tra scuola primaria e secondaria: un ulteriore impoverimento dell'offerta formativa, che priva queste risorse della loro funzione originaria, trasformandole sempre più in strumenti utilizzati per far quadrare i conti", sentenzia Battistelli.

La riforma degli istituti tecnici, infine, "sta generando tensioni nella fase applicativa- rileva la Cisl- a livello nazionale abbiamo contrastato fin da subito questa riforma nel merito, proclamando lo stato di agitazione insieme a Uil Scuola rua, Snals Confsal, Gilda Unams e Anief, per le criticità legate all'avvio dei nuovi percorsi dell'istruzione tecnica. Il risultato della conciliazione dell'8 aprileè chiaro- rivendica Battistelli- nessun esubero a causa della riforma, tutela della titolarità dei docenti e avvio immediato di un tavolo di confronto per le modifiche normative. È un esito ottenuto al tavolo nazionale grazie a un'azione sindacale determinata e responsabile". In sostanza, afferma la Cisl, "non ci siamo limitati quindi alla protesta ma abbiamo ottenuto impegni precisi. Ora la priorità è vigilare sulla loro attuazione e intervenire sugli aspetti ancora critici della riforma". A livello nazionale, ad esempio, resta ancora aperta la questione del riordino complessivo degli istituti tecnici.